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Al Salento Finibus Terrae la premiata “Piccola storia di mare” del regista sanvitese Dario Di Viesto

Il regista Dario Di Viesto Una scena del film L'attore Teodoro Barresi e Dario Di Viesto

di Silvia Di Dio

Gli ultimi giorni di un anziano pescatore che nell’incontrare nuova vita trova la forza per un ultimo, voluto, viaggio verso il mare. Sarà proiettata nella rassegna cinematografica del Salento Finibus Terrae di luglio la “Piccola storia di mare”, cortometraggio di successo del regista di San Vito dei Normanni Dario Di Viesto, già collaboratore di Edoardo Winspeare nel suo recente “In Grazia di Dio”.

La pellicola ha ottenuto il Premio speciale della giuria al “Bibbiena Film Festival”, ed è l’esito di un progetto promosso dal Ministero dell’Ambiente che ha visto la partecipazione di alcuni giovani registi provenienti dai centri sperimentali di cinematografia italiana.

Una “piccola storia” dai grandi significati. Interpretato da uno straordinario Teodosio Barresi, la poesia di questo racconto indugia sulla routine rassegnata e stanca di un anziano pescatore a cui viene donato un pesce. Mentre lo pulisce, si ritrova tra le mani il guizzo di un pesciolino ancora vivo: inizierà per lui da quel momento una nuova consapevolezza sul valore di ogni fase dell’esistenza. Ed un ultimo viaggio verso il mare, che lo prepara all’accettazione serena del distacco.

Il perché di questa storia mi è oscuro, preferisco che il formarsi di una storia non sia un atto di volontà, non giunga da una tesi precostituita – Dario Di Viesto racconta la genesi del suo corto – E non solo questo: io non mi sento proprietario di una storia, non sono io a decidere in modo arbitrario dove la storia che racconto deve andare. Ma provo a pormi in ascolto, cerco di sentire dove mi porta, di non affezionarmi troppo alle trovate che mi sembrano ad effetto, cercando di assecondare invece le forze che ci sono nei personaggi. Cerco di individuare un nucleo tematico, ma anche in questo caso non sono io a definirlo, è esso che emerge e si rende identificabile.
Solo così mi sento di poter giungere a qualcosa di vero e, paradossalmente, a qualcosa che mi appartiene, che fa parte di me e che, fino a quel momento, non sapevo facesse parte di me. E’ un lavoro infinito, di continuo feedback, che si cristallizza solo al momento in cui si dice “azione”. E nemmeno, perché poi c’è la fase di “riascolto” che è il montaggio, in cui non sono da escludere nuovi assestamenti narrativi
”.

Soddisfazioni plurime per l’apprezzata opera del regista sanvitese, prodotto da New Cinema Network, che è stata anche selezionata tra i sei finalisti dell’Italian Movie Award ©2014, in programma a Pompei nel mese di giugno, scelta tra ben 108 opere. E ancora: riconoscimento significativo anche al Festival di Solofra, “La manovella d’oro”, dove “Piccola storia di mare” si è piazzata tra i primi otto in gara per la vittoria.

La storia dalla “verità limpida e profonda in cui ogni spettatore può rispecchiarsi”, come ha evidenziato la giuria del Bibbiena Festival, sarà visibile a tutti nella tappa del Salento Finibus Terrae a Savelletri (Br) il prossimo 14 luglio.

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