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“Le colonne del vento”: presentata sabato 31 maggio a Palazzo Nervegna la raccolta di poesie di Clelia Esposito

L'autrice Clelia Espositolocandina le colonne del ventovoci mediterranee

di Silvia Di Dio

Tutto è fondato sulla bellezza e sull’amore”, e dal possesso di questa consapevolezza il mondo potrà davvero cambiare: c’è la positività di una voce che enuncia la sua fiducia nella vita tra le pagine de “Le colonne del vento”, raccolta di poesie dell’autrice brindisina Clelia Esposito. Il testo, “AlbaLibri” edizioni, sarà presentato sabato 31 maggio nella Sala della Colonna del Palazzo Granafei Nervegna di Brindisi a partire dalle ore 18.30 e domenica, primo giugno, nel Chiostro dei Domenicani di San Vito dei Normanni alle ore 19.00.

Un “abbraccio col mondo” fatto di mare di paesaggi di incontri e legami, ed un’avventura letteraria che dà inizio al ciclo culturale “Voci Mediterranee”, rassegna di eventi promossa dalla Comunità Ellenica brindisina presieduta da Ioannis Davilis.

All’incontro di sabato porteranno il loro saluto anche il sindaco Mimmo Consales ed il console onorario della Grecia Roberto Fusco. Racconteranno invece il coinvolgimento nella creazione del testo il “poeditore” Clirim Muca, il giornalista scrittore e poeta Alberto Figliolia, e Lorenzo Caiolo, ideatore della Settimana dei Bambini del Mediterraneo. Per dare voce poi alla stessa autrice, che risponde all’intervista di seguito riportata.

 “Le Colonne del vento”, partirei da questo speciale binomio del titolo.

In realtà il titolo racchiude due elementi forti della mia vita. Il luogo delle Colonne Romane che è stato magico contesto di legami affettivi importanti e significativi e il vento che mi avvolgeva e accarezzava, rendendomi felice. Un elemento naturale che gonfiava le vele e muoveva piccole imbarcazioni e che io mi fermavo a guardare incantata in cima alla Scalinata Virgilio. Una sensazione meravigliosa quella di possedere lo spazio, quella di aprire le braccia e impossessarsi dell’aria. Sono sensazioni forti che si impadroniscono di me ancora adesso. È un titolo che mi appartiene, è il mio modo di essere in un continuum da ieri ad oggi e rappresenta un viaggio a ritroso nel tempo, ma che riempie continuamente di futuro la mia clessidra verso la consapevolezza che le mie emozioni sono il risultato di un abbraccio col mondo.

La presentazione è inserita nella cornice della Comunità Ellenica di Brindisi. Esiste un legame?

Potrei dire di averla vissuta e abitata la Grecia, attraverso numerosi lunghi viaggi e la scoperta di luoghi meravigliosi, incontaminati e disseminati nel grande Mare Mediterraneo. Una terra ospitale e un popolo disponibile e accogliente che amiamo e che fa parte di noi.  Abbiamo conosciuto il Presidente Davilis e da tempo aderito con entusiasmo all’Associazione.

L’autrice Clelia Esposito ha sempre scritto poesia, o ha scoperto questa passione nel tempo?

Io ho sempre saputo di averla dentro la poesia, anche quando i miei occhi la scrivevano inconsapevolmente. Provo sensazioni forti davanti al mare, ad un paesaggio, se guardo un fiore, se seguo uno stormo con lo sguardo, se sento gracidare le rane, se amo, se soffro e tutto è talmente forte da travolgermi completamente e allora è inevitabile fare poesia per me. Nei momenti di ispirazione mi capita di trovarmi alla ricerca spasmodica di qualcosa su cui scrivere e di farlo poi col fiato sospeso, di essere in apnea  fino all’ultimo verso, all’ultima parola e dopo questo momento catartico, riprendo il respiro, rileggo e mi accorgo che le mie parole già non mi appartengono più.

L’incontro con  Clirim Muca e Alberto Figliolia. Ce lo descrivi?

Grazie alla Settimana dei Bambini del Mediterraneo, evento frutto della genialità di Lorenzo Caiolo che ne è stato ideatore, ho conosciuto Clirim Muca e Alberto Figliolia. Un giorno Lorenzo mi prospettò la possibilità di fare un’esperienza con i miei alunni e ritengo sia stato un grande privilegio per me partecipare con la classe ad un laboratorio di scrittura creativa. È  stato fantastico, coinvolgente lasciarsi bagnare da quel mare di cultura che promuove e genera altra cultura. Da lì è poi nata anche un’ amicizia con Muca e Figliolia, instancabili e generosi nel donare a piene mani il loro sapere.

Occhi che sanno guardare, bene ed oltre. Di cosa si nutre il messaggio della tua poesia?

La linfa del mio messaggio? Acquisire la consapevolezza che tutto è fondato sulla bellezza e sull’amore. Se si recupereranno e coltiveranno questi valori il mondo potrà iniziare a cambiare veramente.

Figlia, donna, madre : c’è una Clelia che prevale nel testo?

Si tratta di una triplice prevalenza, ma non nego che essere stata figlia sia stato bellissimo ed è il ruolo che talvolta rimpiango. Tuttavia nel libro è compresa tutta la mia vita, fino ad oggi; è un fardello di briciole di nutrimento di un’anima viva che vuole trasmettere il calore di un’esistenza in cui ho sempre lasciato che a prevalere fossero le gioie.